Quali effetti avrà la riforma su di me?

Esperto del mondo digitale

Articolo 11: tutela delle pubblicazioni della carta stampata in caso di utilizzo online

Di cosa si tratta?

Nonostante il fallimento di precedenti tentativi in varie nazioni europee (come ad esempio Spagna e Germania), la Commissione ha proposto l’introduzione di una legge sul diritto d’autore per tutta la Comunità Europea riguardante le pubblicazioni di carattere giornalistico, al fine di regolamentare l’utilizzo degli snippet (o brevi estratti di testo) di contenuti online. Questo diritto viene talvolta chiamato “copyright ausiliario” o “diritti connessi”. Secondo questo articolo chiunque volesse condividere un link a un testo, per esempio il titolo o il soffietto di un articolo, dovrebbe pagare una commissione all’ente responsabile della pubblicazione del testo stesso.

Ma non è tutto: questa restrizione rimarrebbe in vigore per ben 20 anni dalla pubblicazione. Quando è stata l’ultima volta che hai consultato un articolo online di 20 anni prima?

Che cosa vogliamo ottenere?

L’articolo 11 dovrebbe essere respinto. Mozilla intende favorire la sostenibilità a lungo termine nell’ecosistema delle pubblicazioni online, in quanto la ritiene prerogativa imprescindibile del successo e del futuro sviluppo del Web. Indubbiamente questo tema presenta varie complicazioni, tuttavia la misura proposta nell’articolo 11 non offre alcuna garanzia di risolvere la situazione. Al contrario, i fatti dimostrano come questo provvedimento danneggi tutte le parti in causa, dagli utenti alle piccole imprese e startup fino agli stessi editori. Il sistema dei diritti connessi, una volta messo alla prova, si è dimostrato impraticabile e privo di utilità oltre che potenzialmente dannoso per le conseguenti restrizioni sulla diffusione di informazioni e conoscenze online.

Approfondisci consultando la scheda riassuntiva di C4C (PDF, in inglese)

Articolo 13: Utilizzo di contenuti protetti da parte di fornitori di servizi online che ospitano opere e altro materiale caricati dagli utenti

Di cosa si tratta?

Questa proposta è totalmente incompatibile con una legge sul diritto d’autore equilibrata: renderebbe ogni piattaforma aperta legalmente responsabile delle azioni dei propri utenti, imporrebbe uno specifico modello di business (ad esempio quello basato sulle licenze) e costringerebbe l’adozione di filtri per i contenuti, tutto questo senza tutelare i casi esenti dal copyright o i diritti degli utenti.

Attuare simili misure richiederebbe un’azione di monitoraggio e filtraggio di ogni singolo contenuto caricato dai cittadini europei sui servizi di condivisione o di social media (come Twitter e Facebook), sulle piattaforme di libera espressione creativa (YouTube, DeviantArt, SoundCloud, Tumblr), sui siti di informazioni (Wikipedia, Internet Archive) e perfino sui repository open source (GitHub). La responsabilità di ricoprire il ruolo di giudice, giuria e giustiziere per far applicare la legge sul diritto d’autore ricadrebbe interamente sulle spalle di questi servizi online; imprese grandi e piccole sarebbero ritenute responsabili dei contenuti caricati e condivisi dai propri utenti.

Che cosa vogliamo ottenere?

L’articolo 13 dovrebbe essere respinto. Esso imporrebbe un fardello sproporzionato e ingiustificato su servizi che offrono importanti possibilità economiche e sociali. Inoltre all’atto pratico danneggerebbe gravemente la libertà di espressione degli utenti di Internet, dei creatori e innovatori di contenuti che fanno uso delle suddette piattaforme, le quali sarebbero invece fortemente incentivate a rimuovere o abolire interamente i contenuti generati dagli utenti. Gli elementi dell’articolo 13, presi nel loro complesso, se adottati finirebbero per pregiudicare le opportunità e il potenziale innovativo che Internet ha da offrire.

Approfondisci consultando la scheda riassuntiva di C4C (PDF, in inglese)

Creatore di contenuti / Innovatore

Una nuova eccezione per i contenuti generati dagli utenti (User Generated Content -- UGC)

Di cosa si tratta?

Chiediamo ai membri del Parlamento europeo di prendere in considerazione l’inserimento di un’eccezione per il caso dei contenuti generati dagli utenti che sia valida per tutti i paesi dell’UE. Attualmente le normative sulla rielaborazione di contenuti non sono univoche all’interno dell’Unione Europea: un contenuto protetto sotto la categoria di parodia senza fini commerciali in uno Stato può essere considerato illegale in un altro. Inoltre, questi provvedimenti minacciano le fondamenta stesse della filosofia open source: la forza di un Internet aperto sta nella possibilità di migliorare e costruire a partire dalle creazioni di altri utenti.

Che cosa vogliamo ottenere?

Mozilla ritiene che introdurre una nuova eccezione in armonia con la legge vigente al fine di consentire alle persone fisiche di rielaborare un’opera esistente e utilizzarla nella creazione di nuovi contenuti, fornirebbe alla legge sul diritto d’autore gli strumenti per adeguarsi ai futuri sviluppi di Internet oltre che promuovere l’apertura e la creatività europea.

Approfondisci consultando l’analisi sui contenuti generati dagli utenti di Communia (in inglese)

Ricercatore scientifico / documentalista

Articolo 3: Estrazione di testo e di dati

Di cosa si tratta?

L’estrazione di testo e di dati ( Text and Data Mining -- TDM) è una procedura di analisi effettuata da programmi automatici su grandi quantità di dati per estrapolare schemi ricorrenti, tendenze e correlazioni, molto simile all’apprendimento automatico.

La bozza di questa direttiva propone di aggiungere un’eccezione che autorizzerebbe l’utilizzo delle tecniche di estrazione unicamente da parte degli istituti di ricerca, unicamente per ricerche scientifiche e, ancora, unicamente se gli obiettivi della ricerca in corso danno il diritto a tali istituti ad accedere alle informazioni.

Che cosa vogliamo ottenere?

Per risultare realmente efficace, l’eccezione per l’estrazione di dati e testo deve essere ampliata. L’attuale eccezione è infatti troppo limitata e non consente di sfruttare al massimo tale tecnica per offrire contributi sostanziali alla competitività, all’innovazione e alla conoscenza umana. Dovrebbe infatti tenere conto di molti altri soggetti che utilizzano tecniche di estrazione per apprendere, informarsi, educare: ci riferiamo per esempio ai ricercatori indipendenti, ai gruppi attivisti, ai giornalisti, ai documentalisti, alle startup.

L’estrazione di testo e di dati è una pratica largamente riconosciuta al di fuori dell’Europa, che ha permesso di realizzare nuove applicazioni e innovazioni, senza per questo minare le basi della tutela sul diritto d’autore.

Approfondisci consultando l’articolo esplicativo di LIBER (in inglese)